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Perchè tu non sei quell’uomo…


married woman

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Spesso mi sono piaciute molto alcune donne sposate. Anzi un frutto amaro nato dentro di me dopo certi fatti con una pianista un po’ ipocrita mi fecero avere proprio tonnellate di fantasie intorno alla categoria ‘donne sposate’. Senza ironia: che ignobile eredità.

Nella mia vita ho avuto ‘solo’ un paio di storie con donne munite di marito ma lasciando stare la ‘pianista’ che è caso troppo particolare, vado ad esporre alcune considerazioni non molto entusiasmanti a dire il vero, sul tema ‘avere una relazione con una donna sposata’, portando anche spunti tratti dall’esperienza con Emy, la mia ‘prima donna sposata’.

Molti se non quasi tutti, dei miei compagni di merenda hanno un’idea secondo me molto stereotipata e sfalsata di cosa possa essere l’avere una storia con una donna che è già ufficialmente  legata al suo uomo. Molti uomini parlano di queste relazioni come se fossero cose leggere e anche divertenti quasi un passo obbligato in alcune menti ma sempre di cui farsi vanto. Non è per niente il mio pensiero e vado a spiegare il perchè.

Lasciando stare le ovvie considerazioni morali ma sempre imprescindibili sul fatto di trasgredire uno dei più elementari e fondamentali patti sociali dell’essere umano e dell’istituzione famigliare (e vi assicuro che sto parlando per il lato maschile), ma guai a malintendermi: non mi sogno neanche lontanamente di supportare banali luoghi comuni direi anche abbastanza ignoranti e volgari, sulla fedeltà delle donne eccetera.

Ma non è del risvolto morale comunque che voglio dire anche perchè è facile immaginare l’uomo sgradasso che fa il vanaglorioso citando la sua ‘storia con la donna sposata’ come se fosse una grande conquista della sua virilità senza minimamente domandarsi come si sentirebbe se fosse lui invece a essere nei panni dell’uomo tradito. Cosa farebbe lui?

Bene. Messe da parte queste due brevi premesse affronto finalmente il nocciolo che mi preme condividere. Conoscere e poi amare una sposata che magari  è anche madre inizialmente può sembrare una gran cosa per un ‘libertino’ come posso essere stato anch’io ma oggi non credo così tanto.

Analizzando meglio le condizioni cosa abbiamo per le mani? Il personaggio femminile è a uno stadio nella vita in cui ha già percorso le tappe fondamentali di una vita sentimentale comunemente detta: attrazzione, sentimenti profondi, una sessualità concreta e continuativa, gravidanza e figliazione, costruzione di qualcosa di duraturo e questo solo per citare le colonne principali di un matrimonio. Questo almeno è ciò che avviene nella stragrande maggiornaza delle unioni. Non venitemi a dire che voi conoscete questi e quelli dove invece le cose non sono andate così lineari, le eccezzioni ci sono sempre ma non invalidano ciò che scrivo.

Tu uomo che incontri una donna in queste condizioni e a maggior ragione se sei più giovane di lei, non ti rendi conto che a fronte della tua apparente conquista a monte c’è quasi sempre una decisione meditata e per forza di cose quindi non spontanea con tutto quello che ne deriva. Beh allora tu dici “ma è chiaro che li vai solo per fare sesso” forse è chiaro per qualcuno ma anche se così fosse siamo sicuri che questo tipo di seduzione è cosa di cui ti puoi vantare?

Tu non sei quell’uomo che era presente quando nell’intimità di quei primi abbracci sono state dette quelle parole, non sei quello dei primi trepidanti appuntamenti, non sei quello delle prime carezze e poi dei bei orgasmi vissuti bene o male in un’aura di affetto sincero (almeno si spera) . Non sei quella persona con cui lei si accordava per fare le prime entusiastiche ferie insieme, quello con il quale si è cercata la casa dove abita adesso, non sei quello che aspettava fuori in sala parto o quello con cui si sono condivisi tutti gli affanni e le gioie di una famiglia che cresceva. […]

Ma allora chi sei? Qual’è il tuo ruolo? Forse quello dello ‘scopator cortese’ che porta novità e refrigerio a chi è ormai sul viale del tramonto? E sei proprio sicuro che (per quanto attraente possa essere lei) che questo ruolo sia invidiabile o almeno desiderato da altri uomini? Tu arrivi nella sua vita scelto da una fila di molti e quindi sei proprio illuso se pensi di avere vinto chissà che ‘fortezza’. Tu arrivi tra le braccia di una donna che ormai ha già giocato e messo a frutto le carte migliori della sua vita e meglio ripeterlo ancora, non eri tu l’uomo con cui le ha giocate!

Sei solo un garzone di botteguccia chiamato tra i tanti nel mucchio a svolgere una funzione prevalentemente fisiologica e quando hai finito, sempre in fretta e di nascosto, vieni mandato a casa con un buffetto e qualche caramellina. Dov’è la cosa di cui vantarsi in queste condizioni? Spiegatemelo, mandatemi una email perchè proprio non ci vedo nulla di pregevole.

Per completezza aggiungo la vera cigliegina sulla torta: se ti innamori di una donna in queste condizioni stai andando inconto ad un mare di guai, delusioni e dolore. Così è capitato a me e quindi ve ne parlo con massima cognizione.

Poi le eccezzioni come già detto, esistono sempre. Ammetto senza problemi che ci possono benissimo essere delle donne che hanno trovato il vero amore o comunque quello che sentimentalmente cercavano unendosi con un secondo uomo che addirittura si prende cura dei suoi figli di primo letto in modo migliore che non quello del padre legittimo. Può essere. Per ovvi motivi non ci possono essere statistiche su queste evenienze.  In tutti i casi è mia ferma opinione che si tratti di una microscopica minoranza.

Adesso non scambiatemi per un rompipalle bigotto e anche un pò altisonante. Domani se mi capitasse ancora di conoscerne una così forse e dico sempre forse, mi butterei a tuffo in una avventura di questo genere ma sicuramente non con animo sereno o men che mai gioioso. Ammetto in questo caso di essere parzialmente contradditorio ma neanche tanto. I concetti che qui tratto non sono tanto di ordine etico ma sono semplici constatazioni tratte da mie personali esperienze realmente vissute.

[articolo soggetto ad integrazioni]

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