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Ferie 2011: ancora facce tristi


Ecco un’altro articoletto che mi renderà antipatico… fosse solo questo. Avete ragione.

Ogni estate porto la mia barca fino a Venezia almeno una volta. Non è perchè ho un’amante oppure dei soldi da incassare (magari!) ma è solo per il fatto che a Venezia ci sono tantissime belle facce da guardare. Amo guardare le persone, non conoscerle, solo guardarvi mi basta.  L’osservazione principale di questa estate è il tono generale della gente (turisti) presenti a Venezia (esattamente il 20 di agosto 2011) .

Nervosismo e senso di tristezza dilaganti. Ma guartateli bene mi raccomando. Volti dipinti di almeno un vago sentore di felicità e alla peggio soddisfazione, uno su mille. Ho visto stanchezza, preoccupazione, nervosismo a iosa e credetemi, neanche i bambini erano esenti da tali atmosfere.

E sì che le vacanze dovrebbero essere il momento migliore se non uno dei… nella vita di una persona.

In realtà credo che i momenti più eccitanti delle vacanze siano il giorno dei preparativi e poi il giorno della partenza con in mezzo, con toni più modesti, il tempo di viaggio.

La gente appena arriva nella località di destinazione dopo un po’ di tempo si accorge che niente di quello che pensava sta funzionando (per i più duretti di voi esplicito che sto parlando di sensazioni, emozioni, feeling non di come funziona la sauna giù di sotto… dai) e a parte la novità di orientarsi e conoscere i nuovi luoghi nulla sembra mantenere le promesse.

Abbiamo passato tutto l’anno a sentirci dire che se bevevamo quella bibita, se vedevamo quel film, se portavamo quella maglietta e infine se ci comportavamo in quel tal modo saremmo stati circondati dagli amici e felici e invece…?

E invece troviamo gente nuova mista con gente che conosciamo ma tutti bene immersi in dinamiche forzate e conformismi incredibili conditi con modi di fare ritriti che soffocano veramente qualsiasi cosa che potrebbe essere stata anche solo aggettivata come ‘genuina’.

E proprio qui indovinate chi prospera? La banalità, il prevedibile e lo scontato la fanno da padroni. In questi sommi luoghi dedicati al consumo più gretto troviamo i reucci grandi e piccoli che tutto  sanno per farvi arrivare a notte fonda con le miglior cose . E se osate ribellarvi dal vostro posto qualificato di uditori privilegiati allora venite subito bollati come ‘depressi’, asociali ecc.

[continua… articolo in lavorazione]

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